| LATTE: LA CRUDA VERITÀ |
IL PARERE DELL'ESPERTOPer chi come me è nato in campagna e ha trascorso la sua infanzia e adolescenza in mezzo alle vacche , animali da cortile, vigne e alberi da frutta il ritorno della disponibilità di approvvigionarsi regolarmente e liberamente di latte crudo è risultata una piacevole opportunità di rivivere in parte sapori e gusti del passato; quanto meno non ho più avuto difficoltà a fare capire alle mie figlie cosa fosse la panna, che per le stesse era un oggetto misterioso al di là del contenuto di un piccolo tetrapak. Ho potuto riassaporare il profumo acre del latte che trabocca sui fornelli per la canonica disattenzione del momento in cui raggiunge la temperatura di ebollizione, con tutto il contorno di ricordi che ciò può implicare. Ma al di là dei ricordi, questa opportunità, perché di opportunità si tratta, per il consumatore costituisce la possibilità di approvvigionarsi di un prodotto, sicuro, intero, completo nelle sue proprietà nutritive ed organolettiche, dalla sapidità e aromi correlati all'alimentazione degli animali che lo hanno prodotto, oltre che per i consumatori con problemi di intolleranza al lattosio di potere riavvicinarsi senza problemi al consumo di latte. Il prodotto che ci viene offerto è certamente sicuro poiché grazie alla grande mole di lavoro svolta dai Servizi Veterinari e dagli allevatori oggi i nostri allevamenti sono liberi dalle malattie infettive che insidiavano la sicurezza del prodotto, Tubercolosi e Brucellosi, e anche da malattie che pur non essendo con certezza pericolose per il consumatore, ma che avrebbero potuto costituire una vaga minaccia sono state debellate, e mi riferisco alla Leucosi Bovina Enzootica. Tutto questo è stato il frutto sinergico di un grande impegno dei Medici Veterinari, ed è stato raggiunto grazie a grandi sacrifici e alla professionalità dei nostri allevatori ed a un generoso impegno di risorse da parte prima dello Stato Italiano e della Comunità Europea poi. Come tutte le cose umane, la partita presenta due aspetti, uno favorevole e l'altro meno, per dirla con una citazione presa dalla presentazione dell'ordinanza ministeriale che "non sono ammissibili passi indietro sui parametri di sicurezza per i consumatori". Personalmente faccio molta fatica a pensare che un Servizio Veterinario competente e dotato di tutte le risorse necessarie come è quello Italiano, e che ha fatto della Sicurezza Alimentare in tandem con gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, l'obiettivo principe della propria attività possa fare passi indietro. Soprattutto se come partner si ritrova i nostri allevatori, capaci, determinati a superare qualsiasi difficoltà e ostacolo, predisposti all'innovazione e solo esigenti nel capire le problematiche per superarle meglio. I passi indietro sono possibili solo in presenza di scarsa professionalità degli allevatori e di mancato controllo dei Servizi Pubblici, oggi queste due evenienze mi sembrano francamente poco probabili. Tuttavia non va trascurato un aspetto importantissimo che concorre al raggiungimento dell'obbiettivo con piena soddisfazione, mi riferisco all'educazione e adeguata informazione dei consumatori, che si può raggiungere in diversi modi, non solo con il cartello previsto con dovizia di particolari nelle dimensioni e nel colore da apporre sui distributori, anche se ciò può aiutare; ma il consumatore informato si aspetterebbe di trovare analogo cartello la dove vengono vendute salsicce, carni macinate, prodotti ittici ed altro. Certamente a fronte di quanto enunciato nel precedente paragrafo io credo che agli allevatori sia dovuta questa apertura di credito di fiducia come quello di potere vendere direttamente i loro prodotti, nel rispetto delle leggi dello Stato e della salute dei consumatori, tanto più oggi in cui in tanti auspicano l'accorciamento della catena commerciale a vantaggio del consumatore e del produttore, infatti si batte e si dibatte sulla riduzione o quanto meno sul contenimento dei prezzi, in questo particolare momento di crisi economica, eppure pochi rispetto ai tanti che si lamentano acquistano direttamente dal produttore. Rivolgersi direttamente al produttore garantisce il risparmio, tuttavia il consumatore è oggi orientato alla grande distribuzione, ove trova insieme tutto il necessario, il superfluo e l'inutile, e a poco importa quindi la ricorrenza di allarmi per prodotti provenienti da paesi ove i controlli non sono al nostro livello, e quindi prodotti dannosi o potenzialmente tali, policlorobifenili, medrossiprogesterone acetato, diossina e melamina rinvenuti in diverse matrici alimentari passano velocemente nel dimenticatoio. Si ha la sensazione che il gusto di godere di prodotti sani e genuini sia occasionale, riservato a sporadiche visite o brevi permanenze negli agriturismi ove assaporare il latte appena munto e bollito, la frutta appena raccolta dagli alberi, verdure vive dall'orto apprezzando così rinnovati ancorché antichi sapori. Possiamo , volendolo, assaporare ogni giorno il gusto di questa rinnovata qualità, rivolgendoci ai produttori agricoli in ogni stagione, acquistando quanto offre la natura nelle sue diverse quattro stagioni con tutta la varianza di profumi, gusti e sapori che madre terra sa proporci, con beneficio della salute e del risparmio. Il prezzo spuntato dagli allevatori, e dai consumatori con la vendita diretta del latte crudo in cui di nuovo vi è solo la tecnologia di erogazione del prodotto, è tale da costituire un postulato di reciproca convenienza e garanzia, tale da essere adeguatamente apprezzato e incentivato. Per cui interventi troppo mirati potrebbero fare insorgere il dubbio che fra gli obiettivi oltre la tutela del consumatore e l'educazione alimentare concorra anche un non confessato tentativo di raffreddare l'interesse dei consumatori per questa iniziativa, speriamo solo che il detto "che a pensare male si fa peccato ma ci si prende" non sia calzante con questa attualità, io che solitamente il bicchiere tendo a vederlo mezzo pieno voglio credere che non sia così.
Il dottor Giovanni Vecchi è medico veterinario ed ha rivestito il ruolo di direttore, dall' 1988 al 1991, dell' AUSL 21 di Porretta Terme e, dal 1991 fino al suo pensionamento nel 2007, dell'Istituto Zooprofilattico di Bologna, principale organismo riconosciuto nella nostra regione per il controllo della Sicurezza e Qualità degli alimenti di origine animale, Epidemiologia animale, Sanità animale. |